vaffanculo addio
20 Ottobre 2015
di Jeff Scafati
Ormai lo hanno detto e scritto tutti ovunque e in ogni nodo. Noi arriviamo per ultimi perché siamo meno intelligenti e più pigri degli altri: domani è il 21 ottobre, Ritorno al Futuro, bla bla bla.
Chiaramente, a causa dell’eclettismo generalista wikipedizzato che è uno dei grandi mali che affligge ormai l’umana stirpe, o meglio ciò che ne resta, tutti sono diventati improvvisamente esperti della trilogia ideata da Zemeckis e Gale e prodotta da Spielberg, quindi noi ci saremmo volentieri astenuti da qualsiasi commento inutile, se non fosse per il fatto che l’occasione è ghiotta per una nuova puntata della nostra rubrica “Previsioni del cazzo”. Uno spazio che analizza, in modo scevro da ogni preconcetto, tutte le cose che registi, sceneggiatori, scrittori hanno immaginato per il nostro futuro e che puntualmente non si sono verificate, come era logico supporre visto che il tempo a disposizione era troppo poco. Sarebbe stato certo più sensato ambientare film, libri e quant’altro in un’epoca indefinita, oppure molto più distante, ma gli autori hanno fatto un scelta precisa e ora è giusto sbandierare sotto i loro nasi di persone poco accorte i loro orrendi fallimenti.
Ritorno al Futuro – Parte II è un film del 1989. La pellicola vede Marty andare nel futuro fino al 2015. Ventisei anni. Qualcuno poteva seriamente pensare che in 26 anni sarebbero state create e diffuse macchine volanti? Come i nostri affezionati lettori ormai sanno bene, io nel 1989 avevo una panda bianca. Oggi, 20 ottobre del 2015 ho ancora una panda bianca. Non lo stesso modello. È proprio la stessa macchina.
E che dire delle scarpe che si allacciano da sole? Qualcuno le ha mai viste? Al massimo si può trovare su internet qualche video didattico del cazzo di un brufoloso nerd anglofono che ci spiega qual è il sistema più semplice per allacciare le scarpe, sempre però con le nostre mani. Quindi più che andare avanti, su questo fronte siamo addirittura tornati indietro. Vogliamo parlare della pizza “disidratata”? Ma che cavolo di invenzione sarebbe? Lo Squalo 19? Siamo fermi al IV, ringraziando Abdul Alhazred, e siccome quest'ultimo è del 1987, per arrivare al 19 avrebbero dovuto girare quasi un sequel ogni due anni, cosa che non è stata possibile fare neanche con quel capolavoro assoluto di Fast and Furious. Possiamo concedere come previsione quasi azzeccata quella del 3D, ma con una dovuta precisazione: il 3D al cinema fa ancora cagare, ti devi mettere degli occhiali che farebbero sembrare uno sfigato anche James Dean, si vede tutto scuro e l’effetto tridimensionale è talmente vago che hai sempre il sospetto che sia frutto della tua mente di essere umano frustrato, che ha pagato 10 euro o più per il biglietto di uno spettacolo che forse non sta veramente vedendo e che quindi si sforza a ogni costo di immaginare.
Veniamo ora al tasto più dolente. Lo skateboard volante. Che, lo diciamo subito, non esiste manco per il cazzo di Paperino. Sì, lo sappiamo, abbiamo visto anche noi i video promozionali del Hendo hoverboard ma avvertiamo tutti quelli che si sono fatti prendere dall’entusiasmo che si tratta di una cagata colossale, niente di lontanamente paragonabile a quella figata spaziale di “volopattino” con cui Marty scappa dai bulli rompipalle.
Alla fine tutto questo insegna qualcosa? Ci piace credere che la risposta sia sì, e cioè che le previsioni “tecno-fantascientifiche” andrebbero sempre fatte in relazione a periodi di tempo molto al di là da venire. Anche se, come diceva Keynes, l’unica previsione attendibile nel lungo periodo è che saremo tutti morti.