vaffanculo addio
9 Settembre 2015
di Jeff Scafati
Vma, ovvero Vegan Martial Arts. Si avete capito bene, arti marziali vegane. Una nuovissima disciplina nata in Nuova Zelanda che unisce micidiali tecniche di combattimento a mani nude con la filosofia del veganesimo. Pratiche fisiche, mentali e spirituali legate alla lotta, dunque, ma fuse con uno stile di vita basato sull’assoluto rispetto degli altri esseri, siano essi umani o animali.
Ideate da Basil Nookie-Malfàs, brizzolato quarantasettenne con un passato da botanico e da cuoco, nato in Mongolia ma naturalizzato neozelandese, negli ultimi sei mesi le Vma hanno attraversato l’Oceano Indiano e quello Pacifico, cominciando a diffondersi nel Sud Est Asiatico e negli Stati Uniti. Se si tratti di una moda del momento o di nuovo paradigma destinato a lasciare il segno nella storia millenaria delle arti marziali è ancora presto per dirlo. Quello che è certo è che nel giro di pochi mesi sulla costa occidentale degli Usa sono già sorte 12 palestre in cui si insegna questa disciplina, con decine di nuovi iscritti ogni mese. E se per il Sud Est Asiatico non esistono statistiche ufficiali, la copertura che la stampa e i media locali hanno dato al raduno di praticanti che si è svolto il 6 settembre scorso a Jakarta, con oltre 13mila partecipanti, è di per sé una testimonianza dell’interesse che il “karate dei vegetariani”, come qualcuno lo ha già scherzosamente soprannominato, sta suscitando in giro per il mondo.
“Tre cose mi hanno sempre interessato: la botanica, la cucina e le arti marziali”, ha raccontato Basil Nookie-Malfàs durante un’intervista televisiva andata in onda sulla Bbc. “Le Vegan Martial Arts sono nate dall’incontro di queste tre passioni, che coltivo da quando sono molto piccolo. All'età di 9 anni ho fatto precipitare mio fratello dalle scale sferrandogli un colpo chiamato “Unghiata Mancina del Drago”, che avevo visto eseguire in televisione da Lee Jun Fan, meglio noto al grande pubblico come Bruce Lee. Il risultato di quella caduta è stata la frattura di tutte e sette le vertebre del rachide cervicale, a seguito della quale mio fratello è finito in coma per due anni. Quando si è risvegliato io mi sono iscritto a botanica all'università e dopo la laurea ho iniziato a esercitare questa affascinante professione, seguendo al tempo stesso un corso da chef, il tutto senza mai dimenticare la pratica costante delle arti marziali”.
Nella vita di Nookie-Malfàs Bruce Lee non è stato solo un eroe di gioventù ma un autentico faro, che lo ha guidato nel corso degli anni dandogli l’ispirazione necessaria per sviluppare la sua nuova idea di arte marziale basata sul rispetto degli esseri umani e animali. “Sin dalla più tenera età ho provato una grande ammirazione per “Il Furore della Cina”. Ho iniziato guardando i suoi film, poi crescendo ho letto tutti i suoi scritti e ho assistito ad alcune sue dimostrazioni. Grazie a lui ho capito che la cosa fondamentale delle arti marziali non sono, come credono in molti, la tecnica, l’allenamento continuo o la forza e la rapidità dei colpi, ma la filosofia, l’idea che c’è dietro. E dopo anni passati a studiare il kung-fu, il judo, l’aikido, l’apkido, il pantjak silat e l’eskrima ho sentito il bisogno di lasciarmi queste discipline alle spalle e di ideare un nuovo modo di intendere le arti marziali che fosse basato sulla mia idea di mondo. Che è quella di una realtà in cui uomini e natura vivono in armonia e completa simbiosi, rispettandosi reciprocamente e traendo benefici gli uni dagli altri”.
Le arti marziali si sono sviluppate come tecniche di lotta e combattimento che traggono ispirazione dai movimenti degli animali. Lo Shàolínquán (letteralmente "Pugilato della Giovane Foresta") è uno stile delle arti marziali tradizionali cinesi praticato dai monaci buddisti del Monastero di Shaolin nella provincia di Henan, in Cina, e da alcuni è ritenuto il progenitore di tutte le discipline di comabttimento. Lo Shàolínquán originariamente ruotava intorno a 5 stili, che rappresentano le 5 essenze marziali dell'uomo: Drago (Long), Tigre (Hu), Gru (He), Serpente (She), Leopardo (Bao).
“Nei miei primi approcci allo studio delle arti marziali - ha rivelato Nookie-Malfàs - ho sentito da subito che qualcosa non andava. Nonostante fossi fortemente attratto da queste discipline e dalla loro filosofia, provavo un senso di disagio, talvolta profondo, quando mi allenavo con tecniche che sapevo essere state elaborate spiando dei poveri animali indifesi, ai quali nessuno aveva chiesto il permesso di replicare i loro eleganti ed efficaci movimenti. Con il passare del tempo questo malessere è andato aumentando, man mano che realizzavo quanto sbagliato fosse questo sistema che, è bene dirlo senza tanti giri di parole, costituiva una forma di sfruttamento degli animali e di violazione della loro privacy”.
Dopo essere andato avanti per anni nella pratica, a un certo punto Nookie-Malfàs ha deciso di dire basta, rigettando quello che ha sempre considerato un abuso perpetrato ai danni di altri esseri viventi e iniziando a elaborare una filosofia basata sul veganesimo applicato alla lotta. “Sono cresciuto in Nuova Zelanda, dove ogni visitatore, anche il meno accorto, può facilmente constatare con i suoi occhi la ferace preponderanza della natura, delle piante, dei fiori, degli alberi e del verde in generale sul resto del paesaggio, compreso quello manipolato dall’uomo. Questo è stato il mio punto di partenza: ho osservato la natura intorno a me e il modo in cui si difende dalle aggressioni. Le tecniche delle Vma sono basate proprio sui vegetali. E chiunque pensi che si tratti di un approccio ridicolo, forse dovrebbe prendere in considerazione i danni prodotti da una noce di cocco che casca sulla testa di un aborigeno, o l’inarrestabile avanzata delle radici di una quercia secolare, in grado di oltrepassare una parete di cemento armato. Per non parlare di quello che riescono a fare le piante carnivore alle mosche e agli altri insetti”.
Se nelle arti marziali tradizionali si cerca di portare colpi potenti e rapidi, nelle Vegan Martial Arts si lavora innanzitutto sulla propria resistenza e sull’essenzialità di pochi fendenti efficaci. “I nervi di un praticante di Vma devono diventare come canne di bambù,flessibili ed estremamente robuste. Questo conferisce un vantaggio notevole nei confronti di qualsiasi opponente. Per fare un esempio pratico, se qualcuno cercasse di strangolare un praticante di kung-fu o di karate, questo avrebbe a disposizione una serie di tecniche per liberarsi, tutte abbastanza articolate. Un esperto di Vma invece si farebbe strangolare senza problemi, perché il suo collo potrebbe reggere senza danno la pressione esercitata dalle dita dell’avversario, che dopo una decina di minuti sarebbe privo di forze. A quel punto basterà colpirlo con un pugno diretto sul naso per avere ragione di lui. Bruce Lee diceva che bisogna essere come l’acqua. Io dico invece che bisogna essere come il rafano rusticano detto anche barbaforte, una pianta perenne con foglie grandi e ruvide in grado di sopportare ogni tipo di intemperie e di vessazione. È questa le vera essenza delle Vegan Martial Arts”.
E come il vento odo stormir tra queste foglie, io cento calci rotanti alla tua testa vo sferrando.