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Sigaretta elettronica: la minaccia viene da un virus "satanico"

Sigaretta elettronica: la minaccia viene da un virus "satanico"

di Mr. Trap Jaw

Sigaretta elettronica: la minaccia viene da un virus "satanico"

Il diavolo, recita un antico adagio, si nasconde nei dettagli. Nell'era del digitale, però, belzebù ha trovato un altro posto da eleggere a sua dimora: la sigaretta elettronica. Proprio così, in tutto il mondo sono ogni giorno migliaia i casi segnalati di e-cigarette colpite dall'SS666, abbreviazione di satanicsmoke666, un nuovo virus elettronico studiato appositamente per fare impazzire i dispositivi che sostituiscono le tradizionali "bionde".

Ogni fumatore 2.0 è una potenziale vittima di questa pericolosa minaccia, un software malevolo (ma forse sarebbe il caso di dire maligno) che si impossessa letteralmente dei dispositivi che stanno sempre più velocemente prendendo il posto delle vecchie "paglie", trasformandoli in strumenti atti a creare disagi e panico.

Il fenomeno ha iniziato a manifestarsi da appena un paio di settimane, ma le proporzioni sono così allarmanti da aver già destato l'attenzione di decine di soggetti istituzionali, dall'Organizzazione mondiale della sanità alla Iesa, l'International electronic smoke association, dall’Onu al dipartimento di Stato Usa.

Solo negli ultimi giorni, secondo i dati dell'Oms, sono stati registrati 1.500 casi a Taiwan, 1.200 casi in Corea del Sud e altrettanti in Giappone, ben 5.000 casi in Indonesia e oltre 2.000 negli Stati Uniti. Cui si aggiungono centinaia di segnalazioni provenienti da ogni angolo dell'orbe terracqueo: Urali, Fennoscandia, Isole Fiji, Cordigliera del Condor, Zona dei Grandi Laghi, Stretto di Bering e Laccadive. Le uniche regioni che per il momento sembrano immuni al contagio sono la zona centrale dell'Europa e l'Africa, con la sola eccezione della Namibia, dove proprio ieri i media locali hanno riferito il primo caso del continente.

Il virus agisce prendendo il controllo dei circuiti che gestiscono l’alimentazione a batteria delle sigarette elettroniche. Gli effetti possono essere dei più disparati: quelli segnalati con maggior frequenza fino a questo momento vanno dal malfunzionamento momentaneo al tilt completo del dispositivo, ma non sono mancati episodi in cui il congegno ha iniziato a emanare un assordante sibilo acuto tipo quello di una sirena, creando il panico tra gli astanti, in cui si è surriscaldato in pochi istanti ustionando le mani del possessore o ha incominciato a emettere fumo in gran quantità. In un paio di occasioni registrate a Taiwan l’e-cigarette è addirittura esplosa, ferendo al volto i proprietari. Nella maggior parte dei casi l’unica soluzione trovata al problema è stata quella di distruggere l’apparecchio, totalmente fuori controllo e divenuto inutilizzabile.

Per tentare di trovare una soluzione in grado di contrastare l’SS666 le Nazioni Unite, su proposta del Pentagono, hanno istituito un team internazionale di informatici, un’unità di crisi ad hoc, messa in piedi coartando i migliori ricercatori e studiosi della materia delle più prestigiose università del mondo.

Un gruppo di 33 tra esperti in sicurezza informatica, programmatori, matematici e ingegneri elettronici si riunirà domani a Zurigo per iniziare a studiare il problema a tavolino.

“Abbiamo selezionato la crème del crème dei cervelli informatici del mondo”, ha spiegato al New York Times Abdul Alhazred, professore della Miskatonic University posto a capo dell’unità di crisi. “Ci troviamo davanti a un fenomeno nuovo: un simile virus non era mai stato osservato prima. Non abbiamo neppure un’idea esatta di come approcciarci al problema”.

Il punto di partenza della ricerca, ha rivelato il professore, potrebbe essere la modalità di trasmissione del virus: sembra infatti che solo le sigarette elettroniche ricaricate tramite una presa usb possano contrarlo. “Se le cose stanno come pensiamo”, ha sottolineato Alhazred, “potremmo riuscire a individuare il codice informatico dell’SS666 che viene veicolato nei computer e da questi nelle e-cigarette. Si tratta di un’operazione di straordinaria complessità, ma conosco molti dei cervelli con cui avrò il piacere di lavorare e so che si tratta di uomini e donne dotati di capacità di calcolo e ragionamento fuori dal comune. Se qualcuno può risolvere questo problema, quelli siamo noi”.

Mentre l’unità di crisi lavorerà al come, qualcun altro cercherà di individuare i perché. Chi o cosa si nasconde dietro questo virus? Quali sono i suoi o i loro intenti? Perché proprio le sigarette elettroniche? Sono domande a cui tenterà di dare riposta la sezione crimini informatici dell’Interpol. Da giorni i membri dell’organizzazione stanno battendo le strade e le piazze delle principali città cinesi e giapponesi, che si sospetta essere il punto di scaturigine dell’infezione.

L’ipotesi più accreditata è che la creazione di un software malevolo di tale complessità sia opera di una qualche organizzazione criminale molto ben finanziata, magari da un governo con pochi scrupoli desideroso di ottenere il controllo di un business così redditizio come quello del fumo elettronico.

Al momento comunque, per loro stessa ammissione, gli inquirenti brancolano in un buio che, è il caso di dirlo, ha qualcosa di satanico.

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M
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W
E-cigarettes too got problems? This is astonishing. I was thinking about switching onto e-cigarettes so as to reduce my smoking. But the news like a virus spread has made me think about it. Does it cause any harm, I mean problems with circuits can happen in any electronic designs. But, I need to know whether there is in cause harm?
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