vaffanculo addio
20 Maggio 2014
Un antico malefizio. Un profondo orifizio. Un perverso proprietario di un ospizio che si vuole togliere uno sfizio. Sono questi i curiosi ingredienti dell'ultimo sforzo letterario di Mr. Clawful, Contrappunto dialettico alle elucubrazioni vuote, un melò post-moderno con eruditi richiami bit e non privo di venature noir.
Le oltre mille pagine delle libro (1.168 per l'esattezza; edizioni Berlicche e associati; 33.00 euro) incastrano il lettore in un meccanismo narrativo convulso e ammaliante, costruito con quella sapienza stilistica a cui l'autore ci ha abituati già dalle sue precendenti opere Obiezione al patè di Vancouver e Reato di fantasia, un meccanismo che rende la lettura agevole nonostante la mole del volume.
L'opera di Mr. Clawful, però, è tutto tranne che "semplice". Dopo averci costretto a divorare centinaia di pagine alla riceca di un colpevole che forse non esiste (o che forse esiste in ognuno di noi) l'autore si diverte a disorientarci con un rovesciamento completo dei punti di riferimento dati, lasciandoci in un buio metafisico dal quale sembra impossibile uscire, salvo uno strabiliante finale a effetto che non risolve alcunché ma fornisce risposte a tutte le domande sollevate fino a quel momento.
Cosa si nasconde tra gli atavici tesori delle sale del locale museo egizio? Cosa unisce il bibliotecario Fabrizio al becchino Patrizio, al colonnello Maurizio e a quel tizio che appare sempre nel momento meno propizio? Cosa sono gli inquietanti rumori che si odono dietro la porta della cantina ogni solstizio? Grazie a quale artifizio viene celato ogni indizio? Domande che non sono altro che risposte, risposte che non sono altro che domande...