vaffanculo addio
28 Novembre 2017

Qualcuno griderà al paradosso. Ma nella sempre più efferata lotta tra carnivori radicali e vegani integralisti gli sconfinamenti rispetto alla soglia del comune buon senso sono ormai all’ordine del giorno. E visto che si tratta di una guerra dichiarata, ogni colpo, anche il più basso o estroso, è permesso. Così nel menù di un piccolo ma molto frequentato ristorante di Marina di Gioiosa Jonica, in provincia di Reggio Calabria, hanno fatto da alcuni giorni la loro comparsa gli “spinaci di interiora”.
“L’idea mi è venuta partecipando ai pranzi e alle cene del gruppo degli amici di mia moglie, che sono tutti vegani”, racconta Otello Calabrini, l’autore dell’originale pensata. Otello gestisce da 10 anni “L’Antro Calabro”, una trattoria con pochi coperti ben nota nella zona per la qualità della cucina e i prezzi abbordabili. “Sovente in queste occasioni conviviali mi sono trovato davanti a carbonare di carciofi, salami di seytan e tofu, formaggi di pasta di anacardi, capocolli di lenticchie e tanti altri piatti fantasiosi. Io sono di mentalità estremamente aperta e penso che ognuno sia libero di seguire le proprie preferenze e inclinazioni, mangiando quello che ritiene più opportuno. Personalmente apprezzo queste novità ma c’è anche da dire che vengo da una tradizione contadina e sono abituato alla cucina casereccia di queste parti, dove la carne gioca un ruolo importante, se non imprescindibile. Un giorno, durante una cena a casa di amici, mi sono ritrovato nel piatto quella che è stato presentata come “‘nduja vegana”, a base di pomodori secchi e peperoncino. A quel punto mi è scattato qualcosa nella testa. Forse - aggiunge ridacchiando Otello - si è trattato di un moto di orgoglio calabro-contadino, una sorta di allarme genetico. Fatto sta che quando sono tornato a casa ho detto a mia moglie che non sarei andato a letto ma avrei visto un po’ di televisione. E quando lei è andata a dormire sono sceso nella cucina del ristorante, che è sotto la nostra casa, ho preso delle interiora di pollo e vitello, le ho mischiate e sfilettate in striscioline sottilissime, le ho fatte bollire e alla fine le ho bagnate con un colorante alimentare verde naturale al 100 per cento. Così sono nati gli spinaci di interiora”.
Per quanto possa apparire singolare, da queste parti il nuovo piatto è già molto apprezzato. “I clienti lo ordinano tutti i giorni e chi lo assaggia ritorna con gli amici e i parenti. Ormai si è sparsa la voce e c’è la fila fuori dalla porta”, spiega soddisfatto Otello. Che è già pronto a sfornare altre novità: “Ho in mente l’insalata di carne, la melanzana di fegato, la zucchina di maiale, i fagiolini di abbacchio, i broccoletti di cinghiale, l’indivia di ‘nduja. E siamo solo agli inizi. Le possibilità sono quasi infinite. Chi è curioso può venire qui all’Antro Calabro per provare. Di certo non resterà deluso”.