vaffanculo addio
31 Luglio 2013
di Jeff Scafati
Sono state la prima sostanza legale che ha sballato intere generazioni, rendendo più frizzanti le vite di milioni di giovani e adolescenti in tutto il mondo. Dopo il loro avvento la masticazione non è stata più la stessa, trasformandosi da semplice e monotono movimento meccanico a estroso e spumeggiante divertimento sussultorio. Non sono mai del tutto scomparse, anche se per quasi due decenni se ne sono perse quasi completamente le tracce. Oggi le Frizzy Pazzy compiono 27 anni e in questo giorno particolare duecentesimi ha deciso di dedicare uno speciale alle magiche gomme da masticare che hanno cambiato per sempre il nostro orizzonte mentale.
Era il lontano 31 luglio del 1986 quando la Sidas Dolciaria lanciò sul mercato italiano un rivoluzionario chewing gum che, invece della solita forma a sfera, quadratino o rettangolo, era contenuto in una bustina di colore giallo, rosso o verde, a seconda del gusto. Diversamente da tutte le altre, la gomma non era costituita da un unico blocco, bensì da una polverina colorata che, a contatto con la saliva, iniziava a scoppiettare allegramente, aggregandosi in una pasta da masticare deliziosa al palato e in grado di trasmettere al masticatore una frenesia e un ritmo orgiastico-dionisiaco che neppure le più vietate delle sostanza psicotrope avrebbero potuto eguagliare.
Il successo fu immediato. Le gomme esplosero non solo nelle bocche di milioni di adolescenti, ma anche sul mercato. E grazie anche al supporto di una campagna pubblicitaria che per quei tempi si può definire virale senza tema di smentite ("Ehi ragazzi, ecco la gomma che ci rende pazzi/ Frizzy Pazzy la gomma più frizzante che c'è/ Gioca con Frizzy Pazzy che divertire ti fa" recitava lo spot che negli anni Ottanta andava in onda in quasi tutte le televisioni generaliste) le bustine, del peso esatto di 7 grammi, cominciarono ad essere vendute a decine di milioni.
Ai primi gusti, fragola e “tutti frutti”, se ne aggiunsero altri, come la cola, e le “scoppiettine”, come vennero ben presto ribattezzate le gomme tra i più piccoli, iniziarono a soppiantare, almeno nella fascia di consumatori tra i 5 e i 14 anni, le chewing gum tradizionali, considerate ormai uno squallido e desueto retaggio di un passato in cui masticare significava fatica e dispendio di energie.
Le Frizzy Pazzy non erano solo gomme, ma un’esperienza che coinvolgeva tutti i cinque sensi: la vista, grazie ai colori sgargianti, l’udito, grazie allo scoppiettante ticchettio che accompagnava il loro consumo, l’olfatto, grazie al loro gradevole aroma, il gusto, grazie al loro impareggiabile sapore e addirittura il tatto, perché frizzando forsennatamente all’interno della bocca le chewing gum titillavano la lingua e il palato, comunicato al resto del corpo un piacevole e frenetico ritmo che nulla aveva da invidiare a quello del ballo dei tarantolati.
Poi, improvviso, l’oblio. Dopo anni trascorsi sulla cresta dell’onda, le magiche gomme sono state dimenticate dal pubblico, lo stesso che prima della loro comparsa viveva un’esistenza scialba e monotona, fatta di vuoti giorni che si affiancavano inutilmente l’uno all’altro sul calendario appeso alla parete della cucina macchiata degli schizzi di olio della frittura della sera precedente.
A dire il vero le nostre beniamine frizzolose non sono mai completamente sparite, ma tra metà degli anni Novanta e il primo decennio del Duemila sono divenute quasi introvabili, relegate in qualche dispenser automatico di un cinema della periferia di Buonabitacolo o Buguggiate o dietro al bancone di un tabacchi fuori mano gestito da un arcigno ottantenne infastidito dallo sgargiante baluginare della loro inimitabile confezione.
Ora, però, le Frizzy Pazzy sono tornate, più pazze e scoppiettanti di prima. Anzi, scoppietanti, con una sola “t”, come recita la scritta sulla loro nuova bustina. Un errore evidentemente dovuto alla scarsa familiarità con la lingua italiana della nuova casa produttrice, la spagnola Zeta Especial, che però non inficia, e anzi a nostro modesto avviso in qualche modo rafforza, il loro intramontabile mito.
Le Frizzy Pazzy sono state l’inizio di uno sballo. Ora lo sballo continua. Uno sballo che vale duecentesimi.