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RECENSIONI IN UN... - Rinomata Hostaria Pane e acqua

RECENSIONI IN UN... - Rinomata Hostaria Pane e acqua

Un nuovo indirizzo trendy nel cuore di Roma.
Vale la pena aspettare venti minuti di fila per entrare in questo ristorante piccolo e incantevole, nato dalle ceneri dell’Alcatraz in rosa.

La chiave del successo è la rielaborazione dei piatti semplici, come sempre più spesso accade, grazie anche alla crisi.
Lo chef, anzi il cuoco, come vuole essere rigorosamente definito Carmelo Zuppacci, giovane molisano alla prima esperienza importante, rilancia un piatto povero della tradizione italiana: il pane e acqua.
E lo fa con fantasia, entusiasmo e determinazione. C’è tanta voglia di stupire nel ristretto menù della Rinomata Hostaria Pane e Acqua. Pochi piatti, ma ben fatti.

Il locale si presenta con un’atmosfera retrò, da osteria del primissimo secondo dopoguerra: sedie e tavoli spartani, illustrazioni d’epoca al muro, coperti poveri dall’irresistibile aspetto vintage.


Ordiniamo un Classico pane e acqua che apprezziamo per l’immediata schiettezza del pane casereccio raffermo del Vapoforno Martucci e per l’equilibrio calcareo dell’acqua imbottigliata direttamente da un nasone - così si chiamano le fontanelle pubbliche romane - sulla via Appia Antica. Il gusto nell’insieme si fa molto apprezzare: i denti faticano un po’, ma vale assolutamente la pena farsi tentare dal piatto principe.
Ci facciamo portare anche un Saporitello : la ciabatta secca con la cipolla bianca cruda chilometro zero (è infatti del mercato di fronte) è ardita e celestiale al tempo stesso; l’acqua, anch’essa del mercato rionale, disseta e ammorbidisce la prelibata croccantezza del piatto.
La nota di merito in tempo di crisi è la possibilità di gustare un menù completo di bevanda, semplicemente ordinando uno dei quattro piatti a base di pane e acqua (scommettiamo a colpo sicuro sulla bontà del Frizzantino con acqua frizzante e del Drink and Chips con il pane carasau) a prezzi contenuti e con poco ricarico.
Scegliamo di assaggiare anche l’unico primo e l’unico secondo proposti nella lista.
Squisita la Minestra Riscaldata, stelline del pastificio Zizzarone in concentrato di glutammato: rievoca antichi sapori di quando eravamo ancora sul seggiolone. Un unico appunto per il giovane Zuppacci: sarebbe un’ottima idea aggiungere un formaggino. E non solo per dare maggiore slancio al piatto, ma anche per completare il percorso proustiano intrapreso subito dopo il primo cucchiaio di brodo, sorbito con fanciullesca avidità.
Se non è zuppa, è pan bagnato. Ed eccoci allora alle polpettine Pane e Acqua. Ordiniamo anche la salsa di pomodoro aggiunta a soli 2,50 euro e servita in una ciotolina a parte. Sulla falsariga del trionfo modaiolo di hamburger e polpette, Pane e Acqua propone questa sublime rielaborazione light e anticarnivora di un altro cibo povero per eccellenza. Rimaniamo estasiati dal gusto leggero e compatto delle polpettine.
Annaffiamo il tutto con un ottimo rosso della casa che si accompagna particolarmente bene grazie al suo gusto un po’ acetato.
Chiudiamo con il dolciume del giorno. E qui, l’idea è davvero geniale.
Un fragrante biscotto appena sfornato dalla celeberrima e storica pasticceria “La Pastarella Feroce” viene sapientemente destrutturato nella cucina a vista. Per soli 6 euro, starà a voi ricomporlo prima di mangiarlo: una trovata semplicemente fantastica, sia per la possibilità di diventare noi stessi i cuochi alle prese con il dolce (il boom di Masterchef insegna), sia per la componente ludica che, ci dicono, ha già conquistato coppie giovani, famiglie con bambini e persino single annoiati.
Insomma, la creatura vintage-chic di Letizia Sgargani Monteleoni e Piero Borgia sembra destinata a diventare un importante punto di riferimento nel panorama gastronomico romano, nonché un unicum almeno finché qualcuno non cercherà di imitare questo affascinante esperimento.

Il pane è il nutrimento per il corpo e l’acqua lo è per lo spirito.

Qui sotto, il menù completo e ingrandibile con un click:
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RECENSIONI IN UN... - Rinomata Hostaria Pane e acqua
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M
Letizia Sgargani Monteleoni è un genio!!!!!
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J
Chi cazzo è Letizia Sgargani Monteleoni?
E
Grazie per questo interessante suggerimento. Non vedo l'ora di portarci mia zia: domani è il suo compleanno e le voglio regale un'epifanico viaggio nel dopoguerra, quando viveva in una baracca lungo il fiume Aniene e mangiava una volta ogni due giorni. <br /> <br /> Vi leggo sempre con entusiasmo, anche se non posso fare a meno di sottolineare lo stile eccessivamente paraipotattico di alcuni vostri articoli.
Rispondi
J
ritroverai la giusta atmosfera delle baracche di vita, i giovanetti di primavalle, il mandrione violento e la zia si commuoverà