vaffanculo addio
10 Febbraio 2014
Vivo o morto il remake di Robocop fa cagare di brutto. Ce lo aspettavamo, tutti se lo aspettavano.
Inutile perderci tempo. Però due cose le vogliamo dire.
La prima è che anche questo, come molti altri film di fantamerda, è ambientato in un futuro troppo vicino per essere veramente futuro. Ossia il 2028, anno in cui io avrò ancora la mia panda bianca del 1998 (la stessa di cui ho parlato nella recensione di 2013 La Fortezza) e forse ci saranno tante apparecchiature con il touch screen che ci faranno sembrare ancora più deficienti di quanto già non sembriamo, ma in cui tutto sommato le cose saranno come adesso ma un po’ peggio, perché noi crediamo nel mono no aware della letteratura giapponese del periodo Heian, ossia nella consapevolezza della caducità delle cose e nel rammarico collegato allo scorrere del tempo.
La seconda cosa è che nel film ci sono degli attori che potrebbero essere considerati importanti ma che vengono utilizzati a cazzo, tipo Samuel Jackson con dei capelli da coglione che neppure il parrucchiere di Elton John potrebbe concepire e Michael Keaton, che noi odiamo perché Tim Burton gli ha fatto fare Batman anche se aveva la panza ed era stempiato.
Tutta la pippa del paragone con il primo Robocop ve la risparmiamo perché la roba sulla critica sociale, il rapporto con la tecnologia e bla bla bla li conoscete meglio di noi che abbiamo il lobo frontale compromesso dall’abuso di sostanza psicotrope illegali e passiamo il tempo a scrivere cazzate su un sito sfigato che leggono cinque persone.
Il remake di Robocop era un’idea del cazzo che non doveva essere concepita. Ma visto che l’hanno fatto comunque dovevano almeno fare un film coatto. E invece la pellicola non riesce a esserlo neppure per sette secondi. Il protagonista è mezzo uomo, mezzo macchina, tutto coglionazzo, ha la faccia da imbecille e si muove facendo il rumore che fanno i tergicristalli della mia panda del 1998 (la stessa di cui ho parlato nella recensione di 2013 La Fortezza) quando li aziono perché si mette a piovere.
Questo film non vale duecentesimi